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Alla ricerca della bellezza: la Cattedrale di Salerno

portone d'ingresso con statue del duomo di san matteo a Salerno

Un viaggio virtuale all’interno del Duomo illustrato da un esperto d’arte per mettere in luce tutte le sfaccettature e le meraviglie di una location senza età. di Sandro Bongiani*

In estate può capitare di trovarsi a Salerno a percorrere Via Mercanti e, raggiungendo piazza Alfano I, imbattersi nel maestoso Duomo di San Matteo con i due leoni romanici a custodia dell’ingresso centrale. Entrando dallo scalone settecentesco si accede al quadriportico medievale con ventotto colonne classiche di spoglio; sono tutte diverse per fattura e qualità di marmo, con capitelli e basi molto differenti tra loro. Nella parte alta del quadriportico si possono distinguere una serie di arcate che ne definiscono il reale perimetro. Di fronte, si può notare la bellissima porta bronzea realizzata a Costantinopoli nel XI secolo da maestranze bizantine sormontata da un architrave romano e inserita in un portale medievale. Sul lato meridionale sorge il superbo campanile del XII secolo fatto costruire tra il 1137 ed il 1152 con le splendidi decorazioni a tarsia stellare e soprattutto con gli archetti intrecciati di fattura e ascendenza palermitana. A questo punto si può decidere di entrare in questa magnifica architettura medievale fatta costruire da Roberto il Guiscardo nel 1077 che, dopo un estenuante assedio alla città di Salerno e per farsi perdonare dalla cittadinanza, decise di far costruire il Duomo in coincidenza anche del ritrovamento nel 954 delle spoglie di S. Matteo nei pressi di Capaccio, preferendo una basilica paleocristiana romana a tre navate e a croce latina sull’esempio dell’abazia di Montecassino, un ritorno, quindi, alla purezza delle origini della cristianità in un particolare momento storico di passaggio tra la dominazione longobarda a quella normanna.

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(fonte foto Basilica – http://www.cattedraledisalerno.it/visita-virtuale/la-basilica.html)

L’interno della cattedrale si presenta oggi, con una veste barocca dovuta a interventi nel 600 e 700 che hanno modificato in parte la struttura originaria. All’interno si può ammirare il pavimento a tarsia marmorea che si distende fino al coro nella parte presbiterale. Un grande e prezioso tappeto bizantino che inonda di luce tutta la navata centrale. Questa particolare decorazione marmorea ad intarsio si basa su la continua variazione decorativa del motivo della circonferenza, in cui si intrecciano motivi geometrici modulari molto complessi, impreziositi da marmi ricercati e tessere musive di diversi colori (porfido, verde antico, marmo cipollino), che rendono il motivo decorativo sempre unico e diverso. Sono da ammirare all’interno del Duomo anche l’Ambone Guarna e l’Ambone D’Ajello: due pulpiti d’impronta bizantina con una serie di colonne che sorreggono il ballatoio sopraelevato.

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(fonte foto Cripta – http://www.cattedraledisalerno.it/visita-virtuale/la-cripta.html)

Di particolare importanza sono la preziosità della decorazione musiva incentrata su ripetersi del motivo decorativo bizantino modulare del disco inscritto in una fascia decorata a motivi geometrici sempre diversi fino a complicarsi nelle diverse variazioni. Costruire il Duomo di San Matteo non è stata un’impresa facile, già dall’inizio si sono evidenziati problemi di staticità a causa del suolo che si presentava friabile per la sua particolare formazione. Tuttavia, all’indomani del terremoto del ’29 e ’30 e poi in coincidenza dei bombardamenti del ’43, si cercò di intervenire realizzando numerosi interventi di consolidamento e di restauro riportando alla luce parti originarie romaniche come possiamo ammirare ancora oggi.

Sandro Bongiani, artista e saggista di arte contemporanea. Dirige l’Archivio Ophen Virtual Art e l’attività dello Spazio Ophen Virtual Art Gallery e della Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno.

L’articolo è tratto dalla rivista Salerno Wedding numero 1 pubblicata ad agosto 2014.

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