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La classe va a canestro

Presentata al Comune di Salerno la quarta edizione del progetto “Autismo: la classe va a canestro”.

Si tratta di un corso di mini basket per le scuole elementari e medie che ha come obiettivo principale l’inclusione e l’autonomia di ragazzi con sindrome dello spettro autistico delle elementari e delle medie di Salerno. Il progetto Autismo: la classe va a canestro ideato dall’associazione Autismo chi si ferma è perduto prevede la collaborazione con l’Asl ed il Comune di Salerno per la sua attuazione. Il progetto, sviluppato in un format giunto alla IV edizione, prevede la partecipazione della classe dell’autistico a venti lezioni da svolgere settimanalmente in orario scolastico, senza alcun costo a carico della scuola e degli studenti e le loro relative famiglie. A fine anno poi è prevista una manifestazione conclusiva con una performance di mini basket e la premiazione dei partecipanti all’iniziativa. 

“Un progetto di vita per acquisire le abilità che possono essere spese durante la quotidianità dei ragazzi e grazie alla “associazione Autismo: chi si ferma è perduto” il Comune di Salerno ha potuto collaborare e mettere in atto questo progetto ad ampio respiro.” Ha spiegato il Vicesindaco – Assessore alla Pubblica Istruzione, Eva Avossa alla presentazione dell’iniziativa svoltasi giovedì 24 ottobre presso il Salone del Gonfalone del Comune di Salerno.  “Questa mattina presentiamo la classe va a canestro alla quarta edizione ed è un progetto praticamente che vede lo sport come strumento efficace sia terapeutico che riabilitativo – ha aggiunto la dottoressa Avossa – in cui davvero credo anche perché ho verificato e perché ho partecipato a questo progetto per cui ho visto che ne beneficiano soprattutto i bambini affetti da autismo ma anche i bambini che non hanno questo problema in un clima di inclusione, di condivisione e di gioia. I bambini possono condividere attraverso lo sport la gioia di partecipare al gioco e in modo particolare per i bambini affetti da sindrome autistica praticamente si ha la possibilità di tenere sotto controllo quei comportamenti stereotipati che sono il loro problema principale, di comunicare con gli altri bambini e di finalizzare il loro comportamento, i loro movimenti a un obiettivo: il fare canestro, guardare in alto, guardare gli altri bambini, collaborare.”

Non solo canestro però perché l’obiettivo è il progetto globale che comprende e prevede altre iniziative rivolte all’autonomia e all’inclusione.

“Questo progetto la classe va a canestro ci ha permesso di entrare nella scuola e nell’orario scolastico della scuola.  – rivela Vittorio Naddeo, Associazione autismo chi si ferma è perduto – Il progetto viene effettuato durante l’orario scolastico e c’è un’inclusione vera con i ragazzi quindi tutte le classi di ragazzi autistici partecipano. Entrando nelle scuole però abbiamo inserito nel Ptof (piano triennale offerta formativa delle scuole) tutta una serie di iniziative mirate all’inclusione e all’autonomia e questo è il nostro messaggio principale e cioè l’aggregazione di scuole una rete di scuole. il progetto è partito con tre o quattro scuole e oggi siamo a quindici classi, sette istituti per la verità sono un po’ di più, altri potranno entrare, quindi quindici classi, trecento alunni, quindici autistici, quindici insegnanti di sostegno tanti docenti tanti presidi e tanti genitori percorsi che stanno nascendo anche grazie al fatto che le scuole forse stanno cominciando a fare rete anche grazie a tante insegnanti di sostegno di cuore.”

 

Per maggiori informazioni Autismo: chi si ferma è perduto .

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